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STORIA 1

La mia prima storia è un ricordo: il mio fugace contatto con il progetto Stratos, proprio ai suoi inizi.
Eravamo a metà del 1971 (oppure no ? le date non sono il mio forte) ed io ero l'ingegnere capo progetto dell’impianto frenante della Lancia Beta, da dipendente Bendix fornitrice Lancia.
Il direttore del servizio progettazione autotelai presso la Lancia, aveva richiesto alla Bendix un impianto frenante di alta qualità .
In particolare, il freno anteriore doveva essere fornito di due circuiti separati, in modo che in qualunque caso di rottura di una parte idraulica si potesse disporre di un'efficienza frenante di buon livello. La soluzione fù imposta dalla stesso cliente, ovvero un freno anteriore con due cilindri in serie tra loro. Molto facile a dirsi, ma fù molto difficile da realizzare in modo funzionale. Nonostante tutto il freno fù ideato con soluzioni originali (brevettate dal sottoscritto) e reso funzionale senza difetti. Per motivi di costi, però, restò la sola realizzazione industriale di gran serie di quel tipo. Questa la premessa.
Quando furono realizzati e testati in casa Bendix i primi freni prototipo, ne portai personalmente una coppia ai laboratori di prove al banco della Lancia, perchè anche loro potessero verificarne la reale efficienza.
Il mio interlocutore ai laboratori Lancia era un giovane ingegnere, come me, con il quale avevo instaurato un buon rapporto, anche se, come tanti altri in Lancia, non vedeva di buon occhio il nuovo fornitore di freni. Come da prassi Lancia (ed anche Fiat), per accedere ai laboratori o alle officine, un visitatore doveva avere il permesso ed essere accompagnato dal suo interlocutore, che firmando il permesso si caricava della responsabilità della presenza estranea. Per raggiungere il laboratorio dove avrei lasciato i miei due prototipi, passammo per un corridoio, e fù lì che sbirciando da una porta semiaperta ebbi il mio primo folgorante contatto con la Stratos: all'interno di quella stanza vi era uno speciale banco di prova per testare la resistenza meccanica a fatica degli attacchi delle sospensioni. In pratica vi era solo il telaio, mai visto uno simile.
Agli attacchi delle sospensioni, con l'intermediazione di molle, un sistema di pistoni esercitava sollecitazioni alternate di notevolissima violenza. Ricordo che mi chiesi se volessero effettuare una corsa a oltre centocinquanta kilometri orari su un pavè belga. L'ingegnere della Lancia, accortosi che avevo potuto sbirciare il telaio in prova, si preoccupò moltissimo e mi fece promettere che non l'avrei detto a nessuno, ed io, correttamente, non l'ho raccontato per moltissimi anni. Come sanno i cultori della storia della Stratos, il progetto subì alterne fortune, ed anche arresti prolungati, prima d'arrivare a buon fine con i primi prototipi.
Per collegare la storia con una foto, ecco la Stratos prototipo del 1973, seconda alla Targa Florio con Munari Andruet. La foto, assolutamente inedita, è stata estratta da un filmino super 8 amatoriale. In quella stessa corsa la Ferrari 312 P di Merzario si ferma per rottura del semiasse, le foto di questo ritiro saranno pubblicate prossimamente.
LM
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Realizzato da Bozzelli Marco