La favola di questa edizione e' quella del motore Dino, non la storia, che sicuramente conoscete tutti, ma una ipotetica versione immaginata con il respiro dei cinquant'anni ormai passati.
Forse Ferrari non "regalo'" alla squadra corse Lancia il motore progettato da suo figlio Dino, ma lo restitui' ai suoi legittimi proprietari !!!!
Prima che Vittorio Jano approdasse in Ferrari, molto prima, quando era alla Lancia, aveva supervisionato la progettazione del 6 cilindri a V che poi sarebbe evoluto nei motori delle varie versioni dell'Aurelia. E' logico ipotizzare che quando in Ferrari si progetto' il primo 6 cilindri per la formula 2 1500 cc, anche se la partecipazione di Dino Ferrari al progetto sia stata determinante, la supervisione del capo della progettazione, quel Vittorio Jano di cui sopra, fece sicuramente la differenza. Jano non pote' sicuramente dimenticare l'esperienza in Lancia e,libero dai vincoli economici della produzione di serie, pote' sviluppare il V6 al meglio delle sue possibilita', con due assi a camme in testa per ogni bancata, e carburazione adeguata.
Come sanno bene tutti quelli che hanno, o hanno avuto il piacere di guidare un auto con questo motore (Dino Ferrari, Dino Fiat e Lancia Stratos), il motore Dino e' veramente spettacolare. E' stato progettato cinquant'anni fa, ed il suo culmine evolutivo ha comunque quarant'anni, pero', ancora oggi ha caratteristiche di flessibilita', di coppia e di potenza da poter rivaleggiare con successo con i motori piu' evoluti, italiani e stranieri, di ultima generazione. L'esperienza di guida di una Stratos con un motore che puo' tranquillamente girare nel traffico cittadino, avere un minimo sotto i 500 giri e poi sparare una coppia incredibile e quasi costante da 3000 a 8000 giri per me resta comunque un piacere incredibile. Tutto questo, se fosse stato sviluppato soltanto da Dino Ferrari, sarebbe oltre il miracolo. Se invece, dietro ci fosse stata tutta l'esperienza di un grandissimo della progettazione motori, sarebbe comunque l'eccezionale successo che e' stato e che ancora e'. Purtroppo la Fiat, dopo l’infelice esperienza della 130 (ma non per colpa del motore) non ha fatto di questo motore il capostipite dei motori di media ed alta gamma, una grande occasione persa, a mio avviso.
Cosa potrebbe dare oggi una sportiva media con un motore di derivazione Dino, realizzato con i materiali evoluti di oggi, con 4 valvole per cilindro (o meglio 3), iniezione diretta sequenziale e tutte le altre invenzioni elettroniche... io me lo sogno la notte.